Monday, July 24, 2006

CAMPANELLINO nè più..ne meno..


E'incredibile quanto può ferirti il sentirti addosso una definizione che non senti tua.
Non parlo di parolacce,non fraintendete.
Non ho chiesto una definizione,non ho chiesto nulla.
Meglio non assere niente,se non c'è definizione che rappresenti quello che sono senza togliermi nulla..senza toglierci nulla..
Non importa se la definizione fà meno paura,è più sicura, è molto di più o molto di meno di quello che sono..ma non sono un ".....":
non la scrivo, mi è stata detta da lontano lontano..lontano miliaia di km.. dovrei faticare a sentirla...invece mi rimbomba nelle orecchie e non voglio scriverla.
Mi pentirò di questo post,come di quelle pagine di diario impulsive che a volte quando rileggi ti infastidiscono: quelle che ti senti un po sciocca,vergognosa,dell'insensata debolezza perchè sai che ci sono mille motivi per i quali non avresto dovuto scrivere ma è lì,questa pagina bianca,è lì e tu hai voglia di mettere sopra le tur righe come i bambini arrabbiati e cocciuti battono forte i piedi sul pavimento.
Alla fine Campanellino è Campanellino:non la si chiama fata,spiritello,maghetta,folletto,esserino..
" e tu chi sei?" .." sono Campanellino"
lo sarà fino alla fine,non sarà Wendy,in fondo in fondo,lei lo sà ..ma sarà Campanellino fino al ritorno silenzioso nell'Isola che Non c'è.
lettori scusate l'ermetismo,ma oggi ho voglia di tener la tapparella un po abbassata,non voglio che sbirciate troppo dentro,siaate pazienti e non venite a bussare,tanto non apro.
PAROLE A MEMORIA(F.De Gregori)
Era solo per ricordare il primo verso di una poesia

Una scusa per chiedere scusa un modo elegante per andarsene via
O soltanto per averti pensato o aver pensato male
Per averti dimenticati nei regali di natale
E averti visto sanguinare le ossa e maledire domani
E aver lasciato le tue rose bianche a un matrimonio albanese
E per non darti un dispiacere
per non farmi notare per guardarti dormire

Era solo per ricordare un altro tipo di situazione
Come una piccola città di mare e una stufa a carbone
Che non tirava se tirava vento sul tuo cappotto rivoltato
Ma sotto i portici sentivi già l'estate ed una birra d'un fiato
Poi d'improvviso tutti gli anni per terra come i capelli dal barbiere
Come la vita che non risponde
e il tempo fa il suo dovere
Ed il barbiere con la chitarra vuole sentirti suonare
E per non darti un dispiacere
per non farmi notare
per guardarti dormire

Era solo per chiacchierare versare il vino spezzare il pane
Pagare pegno, ricominciare parlare al cane
Era solo per ricordare l'ultimo verso dell'Infinito ed i tuoi occhi
come lo stagno e una carezza sul tuo vestito
che certamente non aveva senso o aveva senso trovarci allora?
Se tutto quanto era già stato detto o c'erano cose da dire ancora?
Ma non avevo tempo da perdere e tu tempo da dare
E per non darti un dispiacere
per non farmi notare
per guardarti dormire

.

3 Comments:

Blogger tittielameraviglia said...

se avessi usato l'ironia per dissacrare il mio momento di sconforto,non ti avrei comunque biasimato,ma invece il post è una piccola carezza virtuale,e te ne ringrazio

5:38 AM  
Blogger tittielameraviglia said...

si scusa fresh,sai il caldo..:)

11:47 AM  
Blogger tittielameraviglia said...

Ciao rain,benevenuta,mi piace il tuo nome :)

8:25 AM  

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