IL BUONGIORNO SI VEDE DAL BAGNOSCHIUMA ,il fanciullino..e altri racconti
Le telefonate tra amiche sono di una comicità disarmante.
Puoi scoprire che il buongiorno si vede dal bagnoschiuma che una donna sceglie sullo scaffale del supermercato: puoi scegliere tra varia aromi.. a partire da quello al profumo di" lichene putrefatto dell'antartide",per passare a quello "all'alga desertica ma con speranza ultima a morire",per allargare le possibilità al "fiore di campo se mi va bene nessuno mi pesta almeno per un po", alla più presuntuosa" essenza di ipnotica medusa cha cha",per poi seguire con i più accettabili "estratto di latte e miele con miele di ape europea velenosa ",per passare ad un più tranquillo "tiramisù ,datti una mossa",per finire con i più ben presuntuosi(ma solo per quelle che non devono chiedere mai)"profumo di caffè espresso nel senso che svanisco in fretta".Per quanto riguarda la scrivente tranquillizzatevi: io uso un normalissimo profumo di vaniglia che và sempre bene per il buon e per il cattivo giorno.
Detto questo oso saltare di palo in frasca ,perchè mi è consentito dalla licenza poco poetica del "scrivo come diavolo mi pare" e,cominciando dal palo, vi dirò di come cinque amici(allegra carovana di anime disparate che parevano raggrupate da un tour operator ubriaco) si sono lanciati alla conquista del Lido di Venezia dove incombeva la mostra del cinema: del "signor cinema" si respirava solo l'aria seccata e il broncio scontroso per tutta quella confusione che non ha nulla a che fare con il fascino di una sala buia e dei sogni che regala ,e Venezia da lontano unica vera star,si faceva beffa di tanti lustrini tacchi a spillo e pinguini incravattati.Mi è rimasta incorniciata negli occhi, l'immagine di tanti alberi chini sui al lato dei viali come vecchi seduti da anni appoggiati al loro bastone: a guardia di mille passanti conosciuti ,sconosciuti,graditi e non graditi, guardiani tolleranti e dignitosi perchè quello è il loro posto e possono solo ricordare per sempre tutto quello che vedono e non rivelare mai quello che ascoltano. Un amico della carovana divertito mi chiede se dentro di me c'è un "fanciullino"(?!) che ogni tanto ride o strilla, perchè le mie riflessioni ad alta voce lo sorprendono: dice che in me "c'è troppo stupore infantile", azzarda divertito l'ipotesi che io abbia una personalità duplice ma non specifica una definizione per l'altra metà in antitesi al fanciullino.E' vero, mi stupisco spesso di molte cose,vuol dire che ancora tante cose per me non sono scontate.Evidentemente il fanciullino è un fanciullino attento.
Non è scontato che scopra che mi piaccia una carezza tra i capelli e la nuca finchè cammino distrattamente di sabato sera .Mi piace.Io faccio molte cose distrattamente,ma non vuol dire che sia distratta.
Chiudo con la frasca(sempre per quel discorso del fatto che passo di palo in frasca):tra un massimo di 48 ore avrò un colloquio di lavoro,a pranzo ne discuto con mio padre.Con mio padre non si parla di molto ma si discute di tantissimo.
Mio padre è un operaio.
Io non sono un operaio e lui ogni tanto quando s'infervora se ne dimentica...ma quello che conta è che io non dimentico mai.. quanto sono figlia di mio padre.
GLI OPERAI (di Giorgio Gaber-Luporini)
"Sì. Sì, sì, li conosco quei discorsi, li ho fatti anch’io.
È una vita che parlate di operai.
Belli, con le mani grosse e con i pugni chiusi.
Forti, con le braccia sporche e con il petto in fuori.
Nudi, sudati, coraggiosi che si muovono gloriosi. Gli operai.
È una vita che fate la retorica sugli operai.
Gli operai. Belli, con le spalle larghe e i visi aperti.
Forti con i loro sguardi fieri e sani.
Veri, autentici, onesti come si vedono sempre sui vostri manifesti. Gli operai.
Ma basta con questi discorsi. Basta.
Gli operai sono gente come noi e non è vero che hanno l’esclusiva dello sfruttamento.
Gli operai sono anche peggio di noi perché non ne hanno coscienza
non se ne rendono conto e non sanno mai niente e
fanno discorsi grossolani che non si possono sentire.
Gli operai sono immaturi e impreparati
leggono poco e non si fidano della cultura.
Gli operai hanno ancora il complesso della borghesia dei suoi valori scontati che loro vogliono imitare con sforzi meschini che non si posson più vedere.
Gli operai.
Gli operai sono solo più oppressi e più sfruttati di noi
hanno altri problemi e non sono invischiati in oggetti
che noi custodiamo con cura.
Gli operai hanno addosso soltanto una rabbia che cresce
una rabbia che si estende
da sbattere addosso ai padroni che la polizia difende.
Gli operai hanno ancora una forza per non farsi fregare dalla gente per bene
che con tante parole e con tante promesse, li frena, li tiene.Gli operai.
Gli operai hanno addosso una forza tremenda che
può rovesciare questo mondo di merda
che noi alimentiamo e non si ferma mai.
Gli operai..
Gli operai..
Gli operai…"
Puoi scoprire che il buongiorno si vede dal bagnoschiuma che una donna sceglie sullo scaffale del supermercato: puoi scegliere tra varia aromi.. a partire da quello al profumo di" lichene putrefatto dell'antartide",per passare a quello "all'alga desertica ma con speranza ultima a morire",per allargare le possibilità al "fiore di campo se mi va bene nessuno mi pesta almeno per un po", alla più presuntuosa" essenza di ipnotica medusa cha cha",per poi seguire con i più accettabili "estratto di latte e miele con miele di ape europea velenosa ",per passare ad un più tranquillo "tiramisù ,datti una mossa",per finire con i più ben presuntuosi(ma solo per quelle che non devono chiedere mai)"profumo di caffè espresso nel senso che svanisco in fretta".Per quanto riguarda la scrivente tranquillizzatevi: io uso un normalissimo profumo di vaniglia che và sempre bene per il buon e per il cattivo giorno.
Detto questo oso saltare di palo in frasca ,perchè mi è consentito dalla licenza poco poetica del "scrivo come diavolo mi pare" e,cominciando dal palo, vi dirò di come cinque amici(allegra carovana di anime disparate che parevano raggrupate da un tour operator ubriaco) si sono lanciati alla conquista del Lido di Venezia dove incombeva la mostra del cinema: del "signor cinema" si respirava solo l'aria seccata e il broncio scontroso per tutta quella confusione che non ha nulla a che fare con il fascino di una sala buia e dei sogni che regala ,e Venezia da lontano unica vera star,si faceva beffa di tanti lustrini tacchi a spillo e pinguini incravattati.Mi è rimasta incorniciata negli occhi, l'immagine di tanti alberi chini sui al lato dei viali come vecchi seduti da anni appoggiati al loro bastone: a guardia di mille passanti conosciuti ,sconosciuti,graditi e non graditi, guardiani tolleranti e dignitosi perchè quello è il loro posto e possono solo ricordare per sempre tutto quello che vedono e non rivelare mai quello che ascoltano. Un amico della carovana divertito mi chiede se dentro di me c'è un "fanciullino"(?!) che ogni tanto ride o strilla, perchè le mie riflessioni ad alta voce lo sorprendono: dice che in me "c'è troppo stupore infantile", azzarda divertito l'ipotesi che io abbia una personalità duplice ma non specifica una definizione per l'altra metà in antitesi al fanciullino.E' vero, mi stupisco spesso di molte cose,vuol dire che ancora tante cose per me non sono scontate.Evidentemente il fanciullino è un fanciullino attento.
Non è scontato che scopra che mi piaccia una carezza tra i capelli e la nuca finchè cammino distrattamente di sabato sera .Mi piace.Io faccio molte cose distrattamente,ma non vuol dire che sia distratta.
Chiudo con la frasca(sempre per quel discorso del fatto che passo di palo in frasca):tra un massimo di 48 ore avrò un colloquio di lavoro,a pranzo ne discuto con mio padre.Con mio padre non si parla di molto ma si discute di tantissimo.
Mio padre è un operaio.
Io non sono un operaio e lui ogni tanto quando s'infervora se ne dimentica...ma quello che conta è che io non dimentico mai.. quanto sono figlia di mio padre.
GLI OPERAI (di Giorgio Gaber-Luporini)
"Sì. Sì, sì, li conosco quei discorsi, li ho fatti anch’io.
È una vita che parlate di operai.
Belli, con le mani grosse e con i pugni chiusi.
Forti, con le braccia sporche e con il petto in fuori.
Nudi, sudati, coraggiosi che si muovono gloriosi. Gli operai.
È una vita che fate la retorica sugli operai.
Gli operai. Belli, con le spalle larghe e i visi aperti.
Forti con i loro sguardi fieri e sani.
Veri, autentici, onesti come si vedono sempre sui vostri manifesti. Gli operai.
Ma basta con questi discorsi. Basta.
Gli operai sono gente come noi e non è vero che hanno l’esclusiva dello sfruttamento.
Gli operai sono anche peggio di noi perché non ne hanno coscienza
non se ne rendono conto e non sanno mai niente e
fanno discorsi grossolani che non si possono sentire.
Gli operai sono immaturi e impreparati
leggono poco e non si fidano della cultura.
Gli operai hanno ancora il complesso della borghesia dei suoi valori scontati che loro vogliono imitare con sforzi meschini che non si posson più vedere.
Gli operai.
Gli operai sono solo più oppressi e più sfruttati di noi
hanno altri problemi e non sono invischiati in oggetti
che noi custodiamo con cura.
Gli operai hanno addosso soltanto una rabbia che cresce
una rabbia che si estende
da sbattere addosso ai padroni che la polizia difende.
Gli operai hanno ancora una forza per non farsi fregare dalla gente per bene
che con tante parole e con tante promesse, li frena, li tiene.Gli operai.
Gli operai hanno addosso una forza tremenda che
può rovesciare questo mondo di merda
che noi alimentiamo e non si ferma mai.
Gli operai..
Gli operai..
Gli operai…"
3 Comments:
ciao rick che onore:)
se scrivi prometto che accetterò i tuoi commenti critici,ma di là verità che con la canzone di Gaber ho guadagnato un po più del tuo rispetto politico!su animali da bech volley puoi sfogarti,ma giura che niente parolacce;)!a presto
ben ritrovata dopo la mia vacanza.
io distrattamente sono tornato al lavoro e altrettanto distrattamente penso ad andarmene in giro di nuovo il prima possibile.
ma nemmeno io credo di essere distratto tout court.
A PAOLO ciao!ben tornato,tu torni io parto,in senso lato,il mio nuovo lavoro è come una partenza ,parto non so dove arrivo,non sò neanche se c'arrivo..
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