Tuesday, May 15, 2007

CORDE RUBATE

Sabato notte:concerto interrotto da brevi letture.
L’idea è piacevole,ma sono poche le letture apprezzabili quanto la musica del gruppo che si esibisce,il genere può piacere o nò,è soggettivo,ma strumentisticamente parlando io la trovo notevole.
Ma io mi concentro sulle letture :subodorando il tutto mi convinco che sia il saper leggere di alcuni autori dei pezzi a fare la differenza,rendendone piacevoli alcuni e insignificanti altri ..poi ripercorrendo mentalmente alcune righe appena narrate, mi accorgo che la considerazione d’inizio è valida solo in parte:il primo pezzo vuol essere erotico noir..forse è quello che ho apprezzato di più,ma non apprezzo i parallelismi comuni tipo”bocca”frutto carnoso” e un tripudio di sudore e fremiti nella descrizione.Non stò dicendo che saprei fare di meglio,solo che “bocca frutto carnoso” e una cascata di descrizioni di fremiti sudati non mi dà alcun brivido erotico mental letterario.Mi sento un po in competizione,io che saprei fare dopotutto?arrangio una sfida immediata e segreta con me stessa,gli amici sono sparsi io stò poggiata alla colonna in questo locale scuro,voglio proprio vedere la mia testa cosa riesce a creare qui ora senza tempo per elucubrazioni poetiche..ecco la parola di partenza è CORDE:
la mia mente và alle corde ,sale sul palco le strappa dallo strumento schiavo della musica,le vedo attorno ai suoi fianchi ed ai miei, morbide..nessuno gioco di forza, solo il pensiero di qualcosa che lega perché c’è nascosto il desiderio di tenere vicino qualcosa che viaggia parallelo..
corde ad annullare spazio e distanza tra me e lui fatti di mille perché sui quali non c’è tempo di indugiare ..ho aperto con gli occhi un varco sul suo petto a carpire ciò che con gli occhi e con le orecchi non vedo e non sento..ma è uno squarcio virtuale di sensazioni e pensieri..sono occhi che osano battaglia..morbide le corde attorno all’oggetto dei desideri..abbastanza strette per sentire il profumo ma non troppo strette da soffocarne l’essenze.Per un attimo l’illusione di annullare le paure i costumi di scena..Cadono le corde a terra senza nessun rumore si dissolvono tra il frastuono della musica,un amica che mi sussurra qualcosa all’orecchio,alzo un braccio a toccare la distanza tornata nebbia ho gli occhi stanchi e il respiro affannato..ho rimesso addosso il mio costume di scena..la colonna su cui m’appoggio mi sorregge ancora
.Tutto tranquillo tutto normale.Nessuno si è accorto di nulla,io non ho nemmeno cambiato espressione.Sorrido a me stessa.. quasi soddisfatta..forse la sfida è superata..se l’avessi letto sul palco non vi sareste addormentati.
Ma io non ho il ruolo della protagonista in questo spettacolo,le letture a me stessa non sono mai indolori o privi di conseguenze,quindi trovo elegante tenervi salvaguardati,almeno un po’..

2 Comments:

Blogger Fosco said...

A volte mi domando chi sei veramente...! Una volta mi piaceva definirmi caleidoscopico e sfaccettato, ma mi rendo conto che quella caleidoscopicamente e sfacciatamente sfaccettata qui sei tu!

6:23 AM  
Blogger tittielameraviglia said...

si ultimamente mi conosco poco anch'io ti giuro..è per questo che vi salvaguardo:)

11:42 AM  

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